Una storia per Greta

Attività didattica a distanza e inclusione un binomio che sembra impossibile. Ma non per i ragazzi dell’indirizzo “Sanità e assistenza sociale” dell’Istituto “R.M. Cossar – Da Vinci”, dove l’inclusione è di casa. Nasce così il progetto “Una storia per Greta”, una storia che valica i confini della virtualità e raggiunge tutti, una storia alla settimana per consentire anche a Greta di essere parte attiva della classe.

L’idea parte da un gruppo di ragazzi, guidati dalla docente di Scienze umane, che si domandano cosa poter fare per non escludere dalle lezioni virtuali Greta, una ragazzina con una grave disabilità cognitiva che non le consente di capire le lezioni “normali”, ma che non le impedisce di capire con il cuore. A Greta piacciono i pupazzi, piacciono i disegni, piacciono le storie…detto fatto! Peluche davanti alle videocamere, una semplice storia dialogata tra più personaggi, un richiamo alle cose semplici e alle emozioni e il gioco è fatto.

La prima storia raccontata a Greta è stata “Di che colore è un bacio” liberamente tratta dall’omonimo libro per bambini di Rocio Bonilla: un peluche che si chiama Lulù vuole disegnare un bacio, ma non sa di che colore è. Lo chiede a Elena che con un peluche dalla sua camera le dice che un bacio è viola come una violetta. Lo chiede a Nadia che con il suo peluche dalla sua scrivania, le dice che un bacio è rosso come le ciliegie. Lo chiede a Giulia che con un peluche dal suo soggiorno le dice che un bacio è azzurro come il cielo... e Greta? Greta guarda i peluche, indica il cielo, il sole, il suo cuore che fa “pum pum” … e per Greta un bacio ha i colori dell’arcobaleno, ma siccome non riesce a dircelo, ce lo disegna. Greta è contenta, noi siamo contenti, abbiamo superato le barriere dello schermo, della lontananza, del Covid e nel suo sorriso ci sentiamo di nuovo in classe, insieme.

Adesso ogni lezione parte con “Una storia per Greta”: dopo il colore del bacio, Greta ci dirà “Ma la palla dove va?”, poi sarà la volta di “Una scimmia che non riusciva a dormire” perché circondata da animali suonatori, e poi…vedremo dove ci porterà la fantasia.

Questo progetto ha avuto una duplice ricaduta: in primo luogo la partecipazione attiva di Greta alle attività della classe che, dopo il racconto, continua la lezione approfondendo gli aspetti “teorici” legati alla lettura delle fiabe in un’ottica educativa, come strumento operativo per i professionisti del settore sociale. Ogni racconto, infatti, viene scelto per una caratteristica precisa (nominare le parti del corpo, i nomi degli animali, i nomi e i suoni degli strumenti musicali) che diventa lo stimolo su cui Greta può dare il proprio contributo.

In secondo luogo ha permesso ai ragazzi di sperimentarsi, di mettersi in gioco, di superare la timidezza, la vergogna, di essere protagonisti di questa denigrata didattica a distanza, per renderla didattica della vicinanza, nei fatti e non solo negli slogan.

Includere via webI pupazzi!